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Colori carri Italiani anni '30 - '40

Ultimo Aggiornamento: 24/12/2006 08:42
22/12/2006 14:58
 
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Come richiesto ecco una tavola di riferimento.
Qui sono riportati i relativi codic hmbrol:



Paolino
"ITERUM RUDIT LEO"


Modificato da Battaglione Barbarigo 22/12/2006 15.00
22/12/2006 15:04
 
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Utilissima la tavola! Questa me la stampo e la appendo in camera tra il ritratto del Che e il calendario della Tommasi [SM=g27828] [SM=g27811]
-----------------
Luigi Del Rosso


Modificato da TANKIST 22/12/2006 15.10
22/12/2006 15:15
 
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La Lifecolor fa uno spcifico set di acrilici per i carri italiani con 6 colori:

- UA213 grigioverde chiaro;
- UA214 grigioverde scuro;
- UA215 rosso ruggine (che corrisponde al marrone rossiccio della tavola sopra riportata);
- UA216 verde scuro;
- UA217 giallo sabbia chiaro;
- UA218 giallo sabbia scuro (che corrisponde al giallo sabbia della tavola sopra riportata).

Paolino


22/12/2006 15:15
 
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Attenzione Luigi agli Humbrol, a breve non si troveranno più perchè messi fuori legge.

Paolino
22/12/2006 15:16
 
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come sempre super prezioso il paolino [SM=g27811] mille grazie
22/12/2006 16:36
 
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Come fuori legge?
Qualcuno s'è messo a sniffare pure i barattolini humbrol?
Qui ci vuole un bel referendum.
Pronti per la raccolta di firme?

22/12/2006 16:52
 
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io sapevo che erano morti insieme alla airfix..
come fuori legge.. [SM=g27820]:


22/12/2006 23:07
 
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[SM=g27811] Ottimo Paolino [SM=g27811]
23/12/2006 08:16
 
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io sapevo che erano morti insieme alla airfix..
come fuori legge..



La composizione chimica di questi colori è stata messa al bando dalla UE.
la cosa interessante è che la normasi applica solo per i colori per uso hobbistico, mentre per gli smalti di comune uso (per esempio quello che si usa per verniciarsi la cancellata o la serranda del box) tale noma on viene applicata (nonostante siano, in sostanza, la stessa tipologia di colore.


Paolino
23/12/2006 08:35
 
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una norma di una coerenza ineccepibile, veramente complimenti ai legislatori della UE [SM=g27823]
23/12/2006 08:49
 
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Un'altra "perla" in fatto di regole e regolette assurde (sicuramente ve ne ricordate) fu quando la gloriosa Airfix molto britannicamente di punto in bianco decise che era illegale riprodurre croci uncinate nelle decals dei modelli.
L'intenzione era sicuramente buona. Ma la cosa creò un certo imbarazzo soprattutto se si trattava di aerei. Ogni aeroplano della Luftwaffe portava la Hackenkreuz in coda. Per cui divenne automaticamente impossibile riprodurre modelli tedeschi che avessero un qualche significato.

23/12/2006 09:02
 
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forse temevano che qualche figlio di principe,andasse in giro per feste con una divisa con tanto di croce uncinata
Luigi

Modificato da luigi.f 23/12/2006 9.03
23/12/2006 09:16
 
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quoto luis assolutamente.. [SM=g27823]
23/12/2006 17:14
 
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Moderatore
Io uso gl'Humbrol da sempre e spero di no che non scompaiano,non abbiatevene a male ma a me gli acrilici non piacciono [SM=g27813] [SM=g27826] [SM=g27834]
Gabriele [SM=g27823]
23/12/2006 22:57
 
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Quoto pienamente il Pel.....il sottoscritto ha cominciato a colorarci i primi aeroplanini con quei colori (Humbrol) al quale sono affezzionatissimo.....non vorrei dovermi ritrovare a rinnovare tutta la mia linea di vernici per modelli.....
(Curiosità riguardo la croce uncinata sui velivoli della mia
Adorata Lufwaffe.....parlando con il propritario di un noto
negozio di Ferrara,questi mi raccontava che per l'uso delle
svastiche ha dovuto fare delle dichiarazioni che
le citate insegne in occasione di mostre o concorsi,erano a puro
sfondo modellistico e non politico.......ma nn stiamo esagerando?
Con questo non voglio assolutamente creare polemiche.....è puramente una nota informativa.....
Ciao maurizio [SM=g27823]
24/12/2006 06:56
 
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a me non è mai capitato con le insegne dei miei carri, e se mi fosse capitato gli avrei detto se erano scemi o bevuti.. [SM=g27832]
24/12/2006 08:18
 
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Svastiche e croci celtiche, come del resto la croce in generale, sono simboli solari di buona sorte e fertilità. I Sioux chiamavano la svastica SUS-BE-KA e gli attribuivano lo stesso significato simbolico.
Il problema è che il modellista dovrebbe aderire ad un codice deontologico condiviso nel quale dichiara esplicitamente di non vettorializzare contenuti politici mediante le proprie elaborazioni. Per fare questo però sarebbero necessari meccanismi associativi più rigidi e legalmente strutturati di modellisti. Perché non neghiamolo: alcuni, soprattutto i più giovani e inconsapevoli, giocano spesso sul doppio significato storico e politico del modellismo.
Dove finisce l'arte e dove inizia il voyeurismo nel nudo in pittura o in fotografia? Nel modellismo militare il quesito è lo stesso e non esiste una risposta definitiva. Esiste tuttavia l'assunzione personale di responsabilità degli autori. Responsabilità costituita da dichiarazione esplicita di identità e di intenti nelle realizzazione delle elaborazioni, quindi la firma che ognuno appone ai propri lavori. Inoltre un certo equilibrio nel supportare dialetticamente il proprio operato. E soprattutto la piena coscienza storica e morale dei risvolti implicati nei lavori stessi. Se elaboro un bellissimo figurino di SS, perfetto tecnicamente, non devo mai dimenticare che rappresenta un uono reale che condivise idee e pratiche di sterminio e crimini contro l'umanità.
Il modellista si muove entro un ambito sociale complessivo che è e rimane l'unico responsabile politico complessivo. Però il modellista è parte attiva in questo contesto. Deve sapere che il suo lavoro artistico e storico può fare da cassa di risonanza a influenze che non condividerebbe mai. E, qualora le condividesse, sarebbe opportuno dichiararlo secondo esplicita onestà.
Io penso, proprio per questo, che si debba arrivare a forme di associazione di modellisti che si riconoscano chiaramente in base a certi principi ispiratori oppure a certi altri principi differenti. Senza con ciò escludere un dialogo e una reciproca intesa. Ma dimostrando di saper gestire una propria identità matura senza alcuna ambiguità. E assumendo piena responsabilità dei messaggi culturali che comunque l'attività modellistica comporta.

24/12/2006 08:42
 
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Se tali associazioni esistono già e comprendono un codice e una piena identificazione deontologica rivolta al pubblico, mi piacerebbe sapere quante e quali sono.
Se il modellista opera infatti sotto la configurazione di appartenenza ad una di queste associazioni, il suo lavoro comporta un livello intellettuale e una dignità espressiva ben differente rispetto all'attività libera e un po ambigua che manterrebbe restandone al di fuori. A meno che non si tratti di opere sempre firmate e munite di chiarazione di identità dell'autore.
L'appartenenza ad associazioni non deve evidentemente essere obbligatoria, ma solo intesa a supportare l'identificazione intellettuale del modellista. Questa identificazione però deve comunque restare un criterio chiaro di riconoscibilità e di responsabilità del lavoro svolto. Anche all'esterno di conformazioni associative.
Io penso che iniziative come questa di Zimmerit siano davvero meritorie per portare chiarezza e trasparenza anche in ambito modellistico.

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